aver visto praticamente quasi tutti i cataloghi di ecodesign ammucchiati sul tavolo negli ultimi due mesi (alleluja!);
aver scoperto durante la cena al mare che l’ultimo cd di Erykah Badu pare nulla e invece funziona;
essere riuscita a fare due chiacchiere, molto piacevoli (e senza misunderstanding), con Ruiz;
aver assaggiato un gelato al gusto ricotta-cannella da sballo glicemico istantaneo;
aver riempito il primo scatolone per il trasloco, ta-daaaaaaaaaa!
del week end annoto:
ecco, ora so come risponderti
Tre ore di sonno. Un taxi. Otto ore di treno. Andata. Ritorno. Uno spritz ghiacciato. Svariati bicchieri di non so cosa. Le tue frasi. Le tue assurde frasi. La tua faccia, perplessa, la mia tesa e sfuggente. Un bacio. Per la prima volta tuo e non mio. Forse per un senso di colpa. La strana allarmante conclusione di non esserci compresi. Di non averne avuto il tempo. Il mio capitombolo. Dopo quello interiore. Il fischio del capotreno. Gli ultimi sguardi, schivi, e le parole trattenute.
Adesso come ne esco? Devo chiudere gli spazi. Ritirarmi. Tornare dall’altra parte del muro. Come te, non lasciarmi prendere. “Non ci siamo mai visti…”. “Sono stati solo pochi incontri…”. Non pensavi sarebbe durata così a lungo, eh! Cazzo che stupida. Stupida e scema e idiota e tutti i possibili sinonimi.
Disteso sul letto, di fianco, nudo, la mano a reggere la testa:
- ma tu… tu cosa vorresti?
(silenzio - sguardi sospesi in uno spazio temporale indefinito)
- non so, però tu, sicuro, non vuoi me.
per quelli che la notte ritornano alle tre
E come me hanno l’abitudine di lanciare i vestiti da qualche parte, una volta tolti.
Il primo guardaroba che valorizza il disordine. Presentato al salone satellite 2008: wardrom.

Davvero divertente vedere come delle semplici t-shirt che normalmente occupano uno spazio indefinito, anche nascosto, diventano soggetto come di un quadro. Nel momento in cui i vestiti vengono tolti wardrom è un foglio di carta che ripulisci, cancelli, pronto per essere ridipinto.
in confronto Lex Luthor è una mammoletta
L’idea del ministro Scajola: chi subirà il disturbo psicologico di ospitare una centrale nucleare dovrà essere premiato.
Ah, be’, certo, e verranno anche distribuiti alla popolazione fantastici gadget tipo gli occhialini di protezione antiradiazioni sovietici o la tuta di Star Wars.
vibrazioni a 25 hertz fra scale diminuite, esatonali e superlocrie… Charlie Parker, da lassù, se la ride
33 gradi centigradi serali, colonne di marmo antico, profumo di gelsomini, una platea di carampane e teste con il riporto confezionate in un impeccabile look party bon-ton (ma come, che razza di pubblico, suona sul palco un noto quartetto jazz e questa gente al gelato gusto gianduia che ci fa qui?!). Noi, noi siamo arrivati tardi, stoppati all’ingresso da un tizio meticoloso: invito-tessera della fondazione-documenti e pagella delle elementari, grazie… . Noi, ripieni di filetto alla brace, e di cabernet tutto d’un fiato, arrivati da una frasca in riva al Tevere, siamo arrivati a posti già occupati, e io per non disturbare la fila siedo per terra, dove il chiostro finisce, a terra come un gatto stanco, ma almeno io indosso un top impalpabile ricamato a cordoncino e perline, degno di Joan Baez, e tra un pezzo e l’altro sussurro qualcosa su Mingus, e Monk, distraendo (solo per un attimo, eeeh!) una cotonatissima signora intenta a raccontare alla sua vicina incredibili dettagli di una pedana vibrante in superofferta da Auchan.
a memoria futura
Sono due giorni che giro con un golfino morbido lungo coloratissimo d’ispirazione norvegese, jeans, scarpe da vela e nelle tasche questo.
Semmai dovessero girare il ritorno di Pippi Calzelunghe, hanno già la protagonista.
nuove potenziali dipendenze
Durante lo sciamannare caotico di questi giorni, due highlight:
- la colonna sonora di My Blueberry Nights con su Norah Jones, Amos Lee, Cat Power, Ry Cooder e Otis Redding.
- i blinis all’arancia, da gustare con miscele pregiate nel salotto del tè russo, dietro al mio studio.
“siamo riformisti, non di sinistra”
Ha detto Uòlter in un’intervista al quotidiano El Pais.
Ecco, infatti, mi pareva…
AAA psicanalista junghiano cercasi
Se alle otto e trentasei del mattino tiri giù l’intero guardaroba in cerca di qualcosa da metterti, cosa vuol dire?
1 - hai portato tutto in tintoria, tranne i bikini…
2 - atti compulsivi di questo tipo delineano che sei un soggetto pericoloso.
3 - forse hai comprato un paio di stivali alti color rosso rubino, STUPENDI, ma che non si abbinano con un cavolo di niente?!
vi dico solo questo
Visto la terza e-mail in 24 ore che mi chiede “sei dunque morta?”, forse è il caso di rispondere pubblicamente: no, non sono morta, sono solo un po’ scazzata e non mi va di scrivere. Rassegnatevi. Questo blog (come del resto ogni altra cosa che faccio) va a umore. Quello del momento, così, per dire, è praticamente identico a quello che provi sul finale di “La damigella d’onore” (il film di Chabrol) quando gli ultimi tre stronzissimi minuti rovinano tutta la storia; e le scene che prima, mentre le guardavi, ti sembravano significative e in attesa di sviluppi, nel finale si dimostrano artifici di sceneggiatura. Ecco. Punto. Click.
ma vedi d’annattene
Nella foto sotto, il ruolo dell’Udeur nella scena politica attuale.

dai, lasciatemi dormire ancora un po’ che…
Sono nel salotto degli Arctic Monkeys a bere una schiumosa stout insieme ai ragazzi, dopo una giornata a Camden, e faccio ciaociao con la manina!
Promemoria: mai addormentarsi con una copia di Q Magazine in mano.
Better City, Better Life

Polish Pavilion for Expo 2010 in Shanghai
(P.S. …e qui stiamo ancora al discarica-barile di Bassolino e Pecoraro Scanio!)
pzazzà metakteket
Ieri sera, dopo cena, leggevo di questo film di Atar Ofek che racconta in modo ironico kamikaze, palestinesi e soldati israeliani.
Ora non so, magari è solo un caso di umorismo involontario, ma trovo veramente esilarante che la protagonista, la giovane kamikaze palestinese, si chiami Rauda.
solo una domanda
Bondi plaude alle parole di Ruini.
No, sì, vabbè maaaaa… metti che ti nasce un figlio, e quando diventa grande ti accorgi che ragiona come Bondi… l’aborto terapeutico a posteriori sarà consentito???
la supertorta al cioccolato alla maniera di Irvine Welsh

Carino. Veramente carino. Sedici ricette come fossero racconti di scrittori famosi.
doctor (in the) House
Capita anche a voi, quando ci sono Cameron e Chase che vanno a caccia di indizi biologici in casa dell’ammalato, di pensare: omioddio, dovessero mai cercare qualcosa nel casino che c’è di là in salotto!!!!!
ahahah, questa sì che è bella!

Giuliano Ferrara che qui sopra vediamo in una figurina dell’album Panini “Paraculi 2007″, scrive una lettera al quotidiano La Repubblica sulla sospensione di Decameron, lo show di Daniele Luttazzi. La televisione italiana è veramente pluralista: anche se un comico non viene mandato in onda da alcune reti, ce ne sarà sempre una disposta a sospenderlo.
e Dio creò Ben Harper
Durante la pausa pranzo, asfaltata sul divanetto ospiti dello studio con il pc sulle ginocchia ed un tramezzino uovaspinacispeck in mano, realizzo che è un periodo in cui comincio i post e non li finisco (questo, ad esempio, lo avevo cominciato lunedì e poi abbandonato nelle bozze). La premessa era, ed è, che per ragioni di lavoro mi sta toccando di mandare avanti una serie di progetti tutti ma proprio tutti rigorosamente impellenti, cosa che in condizioni normali (cioè ricca, famosa e senza mutui da pagare), mai mi sognerei di fare. Ecco, è in momenti come questo, mentre fuori diluvia ed io smanio di respirare altrove, che poi vengo presa jackjohnsonescamente da video così, e non certo perchè l’interprete è considerevolmente figo (no, mica, figurarsi).
ah, vabbè
Qui si ipotizza che il capo dei banditi che sequestrarono Enzo Baldoni oggi siede tranquillo e rispettato a fianco degli americani in Iraq. Ah, vabbè dai, tranquilli… innnspirare, cossspirare…
ritorni
Sì, è vero, non c’è niente di più insopportabile di quei post allusivi che non capisci se non clicchi sul link. Epperò, oggi mi sento dispettosa…
roof sex
Ovviamente questo short di Pes è vecchio come il cucco, ma stamattina, cercando altro, mi sono imbattuta sul suo sito e non ho resistito. Tra i più simpatici: Game Over (la ranocchietta, scusate, è mitica) e lo spot dei coloratissimi calzini di Orange.
agliuuuto
Il mio Mac mi odia. Altrimenti non si spiegherebbe perchè io non riesca ad aprire in alcun modo dei banalissimi file video .avi neanche dopo essermi inginocchiata a pregare per i codec e gli splitter davanti ad una reliquia del sedicesimo secolo.
un’improvvisa illuminazione !
Ieri, uscendo dal palazzo delle esposizioni alle sette di sera: non è più stagione di giacchine leggere, mini e autoreggenti.
what was the official reason for Jimi Hendrix’s discharge from the Army?
The Almost-Impossible Rock & Roll Quiz di Rolling Stone.
Confesso, il mio punteggio è stato vergognoso. Sì, insomma, praticamente su cinquantotto risposte: di venti ero almost confident e sei o sette le ho prese di culo. Apperò, vuoi mettere la soddisfazione di azzeccare quella su Hendrix, eeeeehh…
Ireland
Essì. Era rimasta fuori dalle scorribande previste nelle ultime vacanze e mi dispiaceva non recuperarla. Quattro fantastici giorni “avvolta a caramella” in uno di quegli impermeabili leggeri e trasparenti color rosa fuxia, su e giù per le contee dai paesaggi indomiti, i pub e le gallerie d’arte, a cercar di digerire le famigerate uova scrambled trangugiate a colazione.
sintetizzando
Ci sono giornate assolutamente perfette, almeno fino a quando non entrate in un negozio per comprare i sacchetti della scopa elettrica e ne uscite con un vaporizzatore multifunzione ipertecnologico che la vostra maldestra donna delle pulizie profanerà irrimediabilmente il giorno dopo.
G8: bocciata la commissione di inchiesta

P.S. Se voti qualcuno per il suo programma, prima assicurati che sappia leggere.
giusto nel caso
Che a qualcuno di voi fosse inspiegabilmente sfuggito: Cronache del rum, in una bella recensione su Carmilla.
warning
Ammetto, e senza sensi di colpa, che di cazzate ne scrivo una ragguardevole quantità. Apperò, mica detto che sia un mio standard. Dipende molto dal momento. Dal residuo dei cocarum serali, dall’umore, da quanto tempo ci ho messo per parcheggiare la macchina, dalle prime otto note che escono dalla radio e bla bla bla… che ne so, boh?! Comunque, per qualcuno, la proprietaria di questo bloghetto, che sarei io, nella vita reale non sarebbe dotata della stessa brillante ironia/autoironia che sembra trasparire (uhm…) qui o altrove, ma solo di un subdolo reggiseno push-up in grado di accalappiare ingenui blogger. Ecco. Vi ho avvisato. Giratemi alla larga.
poi la ragione ha prevalso (o quasi)
Però per dodici minuti mi sono veramente innamorata di questo settantenne, ieri sera, mentre leggevo Rolling Stone con una fetta di pane e marmellata in mano. Che poi nella foto non somiglia per nulla all’idea che uno poteva essersi fatto del notissimo Renzo Piano. Sembra più un pescatore norvegese incrociato con il barbuto Mauro Corona, ma senza bandana.
Tutto questo prima di lasciarmi ipnotizare da importanti rivelazioni che ti cambiano l’umore della serata, spingendoti a ravanare il soppalco in cerca di un pallone.
successo
Il blitz in Afghanistan per liberare i due agenti del Sismi è stato un successo. Una sola cosa è andata storta: non sono riusciti ad ucciderli tutti.
Earth Wave 2007
Avrei potuto esserci anch’io. Se solo quello zelante controllore al check-in non avesse questionato sulla mia tavola abilmente incartata come una baguette di
6′8 piedi. Ecchecavolo.
unplugged
Pranzo di lavoro. Cibi sfiziosi. Tanti sorrisi. Mi hanno parlato per due ore. Tutto bene. Annuivo. Non ho idea di cosa mi abbiano detto. Pensavo a Multiply di Jamie Lidell. Anzi. La sentivo.
Posso avere il podcast della riunione?! Grazie.
c’è
C’è che fa caldo. C’è che la città è davvero vuota. C’è che ho zero voglia di dire fare baciare. C’è che stacco il telefono e giro scalza per casa, in bikini, con una bottiglia di birra in mano. C’è che aspetto la fine di una lavatrice. C’è che do l’acqua alla camelia, al gelsomino, alla cycas. C’è che infilo Lisbon Story nel DVD, ma non lo so, non lo seguo. C’è che nella testa ho una sequenza di parole ed immagini disordinate, di camere di hotel e stazioni e treni e tavolini in bacari affollati e inquadrature su una complicità fatta di sguardi e gesti e mezze parole. C’è che un colpo di vento ha scompaginato all’indietro la nostra storia. C’è che vaffanculo a La Bohème. C’è che hai la tua vita. C’è che io nella tua vita non conto niente. C’è che è facile creare un vuoto, difficile è gestirlo. C’è che le ferite fanno male, ma anche tentare di chiuderle fa male, cazzo, fa male tutto.
aecco, appunto
Mimun, come da previsione, si è dato subito da fare.
prossimamente
Un sondaggio condotto da un’associazione di sessuologi e psicologi ha rilevato che le giornaliste italiane hanno un indice di eroticità superiore a quello di una diva del porno. Prossimamente Cesara Buonamici sul paginone centrale di Famiglia Cristiana?!?
Cipputi e la nuova 500
Lo dico. Devo dirlo. E lo so. Sono cose forti da dire, ma devo farlo. Lo dico, quindi. Vedere il faccione di Gaber strumentalizzato nella pubblicità della Fiat mi fa schifo. Chi se lo ricorda quel graffiante motivetto sul lavoratore dominato dalla catena di montaggio?









